Dieci cose di cui abbiamo bisogno in vista della Pac 2013
Estratto dall’articolo di Carlo Petrini sulla Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, pubblicato su Repubblica del 22 novembre 2011:
“PAC sta per Politica Agricola Comune, le normative europee in tema di agricoltura. Non mi sembra una cosa normale non saperne niente. Perché se ci dicessero che non capiamo niente di cibo, ci offenderemmo. Ma come si può avere una cultura del cibo se si ritiene l’agricoltura un argomento poco interessante? [...]
C’è poi un ulteriore motivo per occuparsi della PAC: tutti i cittadini dei paesi dell’Unione pagano tasse che vengono destinate ai vari settori di attività: dall’agricoltura all’educazione, alla salute etc. Ora, rispetto al budget totale a disposizione dell’Unione Europea circa il 40% viene destinato alle politiche agricole. [...]
L’agricoltura di qualità: quella che bada alla qualità del prodotto e a quella della produzione, che ha come obiettivo primario il cibo per le persone e non le merci per i mercati. Un’agricoltura che, nella stragrande maggioranza dei casi, è un’agricoltura di piccola scala. Ecco, noi vorremmo che la nuova PAC destinasse molto di più a questo tipo di agricoltura, e non soltanto il 20%. Vorremmo questa rivoluzione, che si ricordi che se un pezzo di mondo è ancora in piedi è grazie ad un’agricoltura, per parafrasare Alexander Langer , «più lenta, più dolce, più profonda». “
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